Bavarese al Caffè

23 settembre 2017Valentina
Blog post

Prep time: 40 minutes

Cook time: 5 minutes

Serves: 4

Addirittura il bis a questo giro di The Recipe-tionist... ma con Giuliana Fabris come padrona di casa non poteva che essere diversamente.

Lei è la regina di due preparazioni, le terrine e le bavaresi. Non esiste persona che non abbia preparato almeno una volta una delle sue bavaresi, dalle classiche, come questa che propongo oggi per la gara, a quelle più elaborate, che vedono l’unione della frutta con i suoi amati vini liquorosi. Eppure qualcuno che non aveva mai fatto una sua bavarese, ma che dico, anche solo una bavarese, la conosco. Ha i capelli ricci, colore più o meno rossiccio/arancione, un po’ di panza, accento romanesco, 5 cani e una nipotina appena nata 😀

Ebbene sì, sfida nella sfida, questa è la mia prima bavarese in assoluto. Non potendo omaggiare Giuliana con uno dei suoi cavalli di battaglia salati, mi sono buttata sul dolce, proprio io che se dipendesse da me, i dolci non esisterebbero nemmeno, proprio io che farei colazione con la baguette con la mortadella, proprio io che non so fare nemmeno i bignè.

Spulciando nel blog della Giuly, ho trovato la sezione dei dolci al cucchiaio, unici dolci che mangio a patto che l’uovo che in essi è contenuto, non si avverta nemmeno per sbaglio. E tra la serie di dolci al cucchiaio proposti qui, post in cui Giuliana racconta uno dei suoi banchetti natalizi, in cui mentre a casa mia ci si accapiglia per un piatto di pennette al salmone, da lei si mangiano gamberi in champagne gelatinizzato, ho trovato la bavarese al caffè.

Chiudendo gli occhi ho immaginato, e sperato, che avessero il gusto ed il profumo del mio gelato confezionato preferito: la coppa del Nonno. E ora che sto scrivendo il post, attendendo che le bavaresi in frigorifero si addensino, ho sulle mani che non ho volutamente ancora lavato, il profumo esatto di quei gelati che mi ricordano della mia infanzia a casa della nonna. Erano i preferiti di mio nonno, che mangiava mentre a noi toccavano i gelatini al limone. E a me piaceva annusare la tazzina marrone vuota, con i rimasugli di gelato rimasti sulle pareti interne. Un profumo inconfondibile, che oggi è sparso nella mia cucina.

Prendendo spunto dalla modalità di servizio delle bavaresi di Giuliana, in bicchierini trasparenti, ho trovato la scusa perfetta per acquistare un set da due di tazze da thè trasparenti a doppio fondo, perché mi piace molto l’idea di un liquido sospeso, perlomeno alla visione prima. E che ho inaugurato proprio con questa bavarese al caffè buonissima, che rifarò presto, per stupire i miei prossimi ospiti.

Ho utilizzato il caffè in cialde Vergnano che ho tra l’altro appena ricevuto con la Degustabox di Settembre e ho decorato con chicchi di caffè, non ricoperti di cioccolato, come nel caso di Giuliana, e senza le mini meringhe, che per la mia avversione all’odore dell’uovo, non ho proprio tenuto in considerazione di utilizzare.

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Bavarese al Caffè

  • Prep time: 40 minutes
  • Cook time: 5 minutes
  • Total time: 4 hours
  • Serves: 4

C'è sempre una prima volta. E la mia prima volta con la Bavarese ha avuto una maestra d'eccezione, la Giuly, preparando la bavarese al caffè, in monoporzioni, e udite udite, il sapore è esattamente quello della Coppa del nonno. Cosa chiedere di più?

Ingredienti

  • 400 grammi di Panna Fresca
  • 150 ml di Latte fresco
  • 1 Bacca di Vaniglia, io Tahiti
  • 150 grammi di Zucchero semolato
  • 4 Tuorli
  • 100 ml di Caffè intenso ristretto
  • 10 grammi di Colla di Pesce in fogli
  • Chicchi di Caffè, per decorazione

Procedimento

  • 1)
    Bollire il latte col baccello di vaniglia aperto.
    Montare i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare belli chiari. Versare a filo il caffè e poi il latte filtrato, mettere il tutto su fuoco basso e cuocere sempre mescolando finché la crema si addensa. Intanto ammollare la colla di pesce in acqua fredda,  una volta pronta, strizzarla bene e aggiungerla alla crema calda  mescolando per farla sciogliere bene.
    Togliere dal fuoco e versare il composto in un altro recipiente filtrandolo attraverso un colino. Lasciar raffreddare immergendo la ciotola in una più grande contenente acqua e ghiaccio (grazie Silvia Zanetti per il suggerimento di raffreddamento in questo modo), mescolando ogni tanto.
    Semimontare la  panna e quando la crema è ben fredda incorporarla delicatamente in modo che non smonti. Versare nello stampo scelto, in questo caso nelle tazzine da caffè usa e getta, e tenere in frigo a raffreddare.
    Servire decorando ogni bicchierino con un chicco di caffè e una minimeringa, oppure con un ciuffo di panna montata.

Note

Le tempistiche complessive includono il tempo di riposo in frigorifero prima di gustare la bavarese.

Tenete presente che, se preparate una unica bavarese senza suddividerla in monoporzioni, i tempi di attesa affinché si rassodi, aumenteranno.

Alla ricetta di Giuliana Fabris, riportata fedelmente, ai fini del gioco, non ho apportato alcuna variazione, sia perché la pasticceria è scienza esatta, sia perché era la mia prima volta e non è mia abitudine sperimentare, perlomeno non con i dolci. Ho scelto però di non decorare con meringhette.

6 Comments

  • Simo

    23 settembre 2017 at 13:57

    …che dirti?! Che è semplicemente un capolavoro…le foto poi sono fantastiche, vien voglia di rubarne una cucchiaiata…
    Complimenti!!!

    1. Valentina

      24 settembre 2017 at 8:40

      Grazie Simo. In questo caso io sn stata solo una mera riproduttrice di una ricetta pluri-collaudata di Giuliana Fabris, da cui c’è solo da imparare. Per le foto, che ti devo dire, grazie sempre 🙂 Faccio del mio meglio, e alcuni soggetti li amo più degli altri, e credo che traspaia dallo scatto. Un bacio grande

  • Elisa Baker (Flavia)

    25 settembre 2017 at 11:24

    Eccomi…dopo il caffè di metà mattina e non dopo la prima colazione, ma ancora peggio dopo un intero weekend, ma che è stato allegramente impegnativo… ma volevo leggere bene questo post e questa ricetta con calma e attenzione e ne ho ricavato che: rifarò alla primissima occasione questa Bavarese, perché la Coppa del Nonno era anche il mio gelato confezionato preferito, e anche perché adoro i dolci al caffè, non sei l’unica che non aveva mai fatto una Bavarese di Giuliana ( e lo so devo cospargermi l capo di carbonella ardente!) e che disgazzziata come sono potrei solo omettere il decoro di meringhette se non le riuscirò a fare io personalmente…. ed in ultimo… non fare la gnorri che i dolci ti vengono benissimo.

    1. Valentina

      25 settembre 2017 at 11:33

      No no, io i dolci non li so fare e se per caso mi vengono, si chiama fattore C. Io non solo non avevo mai fatto una bavarese di Giuliana, ma proprio una bavarese punto. Voglio dire, se non la vedevo nelle foto, io nemmeno sapevo cosa fosse. O perlomeno non immaginavo fosse un dolce ma qualcosa cn crauti, speck, salsicce, più teutonicamente nelle mie corde.

  • Giuliana

    25 settembre 2017 at 17:58

    Per essere la prima volta direi che te le sei cavata alla grande! Spero che rotto il ghiaccio ti butterai seguendo i tuoi gusti. Confesso di non capire il perché questi dolci ti incutano tanto timore, sei di una bravura unica, in ogni cosa che fai, hai manualità, conoscenza delle materie prime, molto gusto ed eleganza, ne è testimone questo nuovo blog, così bello e luminoso, fatto tutto da te. Ora la strada è in discesa e aspetto di vederne molte altre, tue.
    Intanto grazie davvero per aver scelto uno di quei dolci che amo molto, le bavaresi e in genere i dolci al cucchiaio, soprattutto al caffè, e sono molto contenta che ti sia piaciuta.
    Fai sempre foto magnifiche che valorizzano tutto molto di più. Complimenti sinceri Valentina!

    1. Valentina

      25 settembre 2017 at 18:14

      Sai cosa mi incute più paura? Il fatto che, non mangiandoli, non riesca a farmi piacere il procedimento per farli. Non ho la stessa passione, lo stesso slancio che ho quando invece preparo, che so, il pollo al forno, o un piatto di cucina etnica. E poi mi mette ansia il dover rispettare al milligrammo le dosi, perchè tu mi insegni, la pasticceria è scienza, più che arte. Il non poter cambiare nulla, perchè come gusti proprio non saprei cosa abbinare, essendo amante del salato. Ecco è solo questo: il non preferire mai preparazioni dolci, che mi fa sentire indubbiamente meno ferrata.

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