Chifferi di Cansado

31 gennaio 2018Valentina
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Prep time: 1 hour

Cook time: 12 minutes

Serves:

Lo so… vi avevo detto che per un po’ non vi avrei ammorbato con i biscotti. A dire la verità DiVerdeDiViola ne era praticamente privo, per il fatto che ho detto più e più volte che i biscotti non li so fare. Però, a parte quelli di frolla semplice, ho scoperto col tempo e leggendo le blogger giuste che ci sono tante alternative per fare dei biscotti bellissimi. La sparabiscotti era una di queste alternative, i biscotti il cui impasto si congela e si taglia a fette un’altra… Però il mio pallino sono sempre state le mezzelune alla vaniglia.

Delle tantissime versioni di VanillenKipferl presenti in giro sul web e nei libri, a metà del mese di Dicembre 2017 ho scelto di preparare quelli proposti da Paola Lena nel suo blog, Pâte a Choux.

Tutto è nato da una fotografia che Paola ha pubblicato, di un tè sorseggiato nel giardino della sua villa pazzesca a Bodrum, vista mare, mentre io, nello stesso istante, acconciata come la “meglio Befana” accendevo il camino. Sul piattino troneggiava lui, il cornetto alla vaniglia perfetto, la cui impalpabilità traspariva perfettamente anche dalla foto, perfetta anche se Paola ci tiene sempre a dire che sono foto fatte col cellulare!

Ho ricordato che da anni, girovagando su Pinterest, salvavo ricette tra le più svariate, o salvavo fotografie che uso come spunti per i miei set fotografici, di questi candidi cornetti di frolla alla vaniglia, e dopo un “cuore” obbligatorio alla fotografia, ho letto tutti i commenti che si sono, come sempre, scatenati sotto. Tra questi mi è stato anche risolto l’annoso dubbio su come si facesse a farli venire tutti uguali: chiaramente esiste la teglia (link per acquistarla nelle note), e indovinate chi la aveva tra le mani esattamente il giorno successivo? Oui, c’est moi!

E come ci si mettono nella teglia? Li si spatola letteralmente con una marisa in silicone, provare per credere. Parlavo con Lucia di questa teglia, e lei, oltre a ricordarmi che Luca la avrebbe cacciata di casa al solo vedere un nuovo aggeggio entrare dalla porta nella confezione di Amazon, ha anche detto “@#*^zzç¶acc” io li faccio sempre a mano, impiegandoci dalle 2 alle 3 ore! Lucia infatti, essendo diventata parte di una famiglia per metà altoatesina, conosce la versione meno “papposa” dell’impasto, che non si spatola e che, tra l’altro, si ricopre di zucchero semolato e non di zucchero a velo come in questo caso. Lei prepara i Vanillenkipferl, io ho preparato la versione italiana, genovese, che si chiama Chiffero!

A dire il vero la stessa Paola dice che questa è una versione del tutto personale di un membro della community di Coquinaria, conosciuto con lo pseudonimo di Cansado, che purtroppo non c’è più, e che né Paola all’epoca, né io oggi, abbiamo potuto ringraziare per questa ricetta di biscotti tanto buoni e scioglievoli. Nella versione di Cansado, che pare avesse proposto nel tempo diverse varianti di chifferi, mancano le uova. E i biscotti sono di conseguenza molto fragili, ma si sciolgono letteralmente in bocca.

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Chifferi di Cansado

  • Prep time: 1 hour
  • Cook time: 12 minutes
  • Total time: 1 hour 30 minutes

La versione italiana e senza uova dei vanillenkipferln, a firma di un membro di Coquinaria che non è più tra noi, Cansado, per una merenda da re!

Ingredienti

  • 300 grammi di Farina tipo 00
  • 100 grammi di Farina di Mandorle
  • 210 grammi di Burro ammorbidito
  • 50 grammi di Zucchero semolato
  • 1 cucchiaino colmo di Estratto di Vaniglia
  • abbondante Zucchero a Velo

Procedimento

  • 1)

    Frullare lo zucchero con la farina di mandorle e poi impastare con il resto degli ingredienti tranne lo zucchero a velo.
    Se si possiede la teglia, spatolare l’impasto negli incavi, e riporre poi in frigo per circa un’ora.

    Cuocere in forno preriscaldato in modalità statica a 160°C per 10-12 minuti facendo attenzione a che non colorino eccessivamente.

    Far raffreddare completamente nella teglia prima di rimuoverli e sistemarli su un vassoio spolverato di zucchero a velo e di ricoprirli completamente con abbondante zucchero a velo.

    I biscotti, senza uovo, sono fragilissimi, ma se mi date retta e li fate raffreddare completamente, basterà capovolgere la teglia su un piano di legno e dare un colpetto secco sul retro. Cadranno tutti senza rompersi (va bene, se ne romperanno forse 2 o 3, ma bisogna assaggiarli prima di offrirli, giusto?)

    Sarebbe meglio assaggiarli il giorno dopo, conservandoli in una scatola di latta o comunque in un barattolo con coperchio.

Notes

I tempi di preparazione prevedono 1 ora di riposo dei biscotti in frigorifero, una volta spatolati nella teglia apposita. Non è necessario imburrare la teglia: il burro contenuto nell’impasto è talmente tanto che i biscotti, una volta freddi, si staccano benissimo da soli.

La teglia che ho utilizzato io, e che ho riempito due volte, con le dosi indicate negli ingredienti, è questa:

4 Comments

  • Anna Laura

    3 febbraio 2018 at 18:47

    Marco Cansado io l’ho conosciuto, era una persona speciale. Così come le sue ricette, e sono felice che tu abbia realizzato una delle più famose. Se fai una ricerca ne troverai anche molte di cucina greca, di cui era un grande specialista e ti raccomando anche il suo stollen! Un abbraccio.

    1. Valentina

      4 febbraio 2018 at 10:10

      Grazie di questo tuo ricordo Annalaura, e grazie anche del link a tutte le sue ricette, che mi hai girato su facebook, lo apprezzo tanto.

  • Luisa

    1 aprile 2018 at 22:09

    Oh, che sorpresa e che emozione!
    Stavo spulciando questa sezione del tuo blog per trovare un’ altra idea per il receptionist, e trovo i dolcetti natalizi di Marco, che, insieme allo stollen ed ai rotolini di San Nicolò, prendevano posto sulla sua tavola per la cioccolata calda di Natale.
    Marco (Cansado), così come Serena (Maffo), che da qualche anno vivono solo nei ricordi, sono state due delle persone preziose e speciali conosciute grazie a Coquinaria.
    Come Anna Laura, l’ho conosciuto ed ho avuto anche il piacere di essere stata ospite, col mio ex marito, a pranzo da lui a Padova.
    Manca molto,sai, per arguzia (diversissima dalla furbizia), intelligenza, apertura mentale ed ironia. E mancano le sue ricette.
    Se ti capitasse, prova a fare le sue melidzanes moussaka.

    1. Valentina

      2 aprile 2018 at 8:09

      Luisa sei una fonte di sorprese infinita per me. Seguirò di sicuro il tuo consiglio, preparerò la sua Moussaka senza dubbio. Sono in una fase molto “ellenica”, anche ieri ho preparato del pane fritto di Cipro tratto dal libro di Vefa che a breve pubblicherò sul blog. Ho asorato questi chifferi e sono certa adorerò le sue altre preparazioni. Grazie di cuore per essere una fedele lettrice.

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