Cotolette di Funghi Pleurotus

4 Aprile 2020Valentina

Prep time: 5 Minuti

Cook time: 15 Minuti

Serves: 4

Meno di un anno fa sono stata attanagliata da un dubbio atroce: i funghi fanno male? Io non lo avrei mai detto, di sicuro come tante cose, il troppo storpia, i funghi sono sempre delle muffe e se mangiati in quantità esagerate fanno male. Ma non ne esiste un divieto. Cosa che invece mi aveva detto Pasqualina, dopo aver letto un articolo su una rivista a carattere divulgativo, a seguito del quale lei mangia i funghi due volte sole l’anno.

Quando Rosselli mi ha sottoposta al regime rigido di alimentazione disintossicante dal glutine e da tutto, da mangiare mi restava ben poco, e così come contorno al pollo, o al tacchino, e al riso Basmati, spesso mi sono preparata dei funghi, stufa di calderoni di spinaci e ciotole di insalata lattuga. Ma sapevo di questo limite di due volte l’anno per i funghi. Non vi dico le parole esatte che mi ha risposto quando gli ho domandato se davvero non potevo mangiarli, fatto sta che me li ha liberamente sdoganati.

Champignon, chiodini con o senza pomodoro, misto bosco (sempre freschi), una volta ho preso dei galletti… e sempre più spesso ho preso i Pleurotus, o funghi ostrica. Grandi, sodi, callosi al punto giusto, simili a fette di carne per la loro consistenza, li adoro. Li ho sempre cucinati o trifolati, aglio, vino bianco per sfumare e prezzemolo, o al pomodoro, alla pizzaiola, come spesso li prepara mia mamma.

Ma “a cotoletta” mai. Fino a che li ho visti fare da Lucia. E’ stato amore a prima vista soprattutto perché era ancora un’altra maniera per mangiare i miei adorati funghi. Non ricordo se Lucia li cuocia al forno o meno, forse sono possibili entrambe le possibilità, per queste squisitezze uniche, che ho adorato fin dal primo morso. Io per non sbagliare, e per non legare il primo ricordo del primo morso a qualcosa di fallace se le avessi cotte in forno, le ho fritte. Apoteosi di gusto, fin dall’odore che si spandeva per casa durante la frittura.

A me dispiace che a mio fratello i funghi non piacciano, solo un paio di volte li ha mangiati per amore di Annarita, ma non sa cosa si perde.

Mi è piaciuta molto la consistenza particolare di queste cotolette di Pleurotus, croccanti in alcuni punti, callose in altre, addirittura morbidissime in altri punti. Mi piace un sacco il gioco di consistenze tra le lamine sottostanti il cappello, dove la panatura entra e non entra. Diciamo anche che li rende addirittura bellini da vedere, perché diciamocelo francamente, i pleurotus sono tra i funghi più brutti che esistano.

Ora che ci penso io di ricette con i funghi sul blog ne ho davvero pochissime, mi piacerebbe anche proporre alla vostra attenzione il contorno di funghi chiodini che spesso fa(ceva) mia mamma, prima o poi riuscirò a procurarmeli (lei usa quelli invasettati) per poterla rifare tal quale. Intanto beccatevi le cotolette di pleurotus, e fatele, tanto sono gli unici funghi che trovate in ogni supermercato, dall’Esselunga all’In’s.

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Cotolette di Funghi Pleurotus

  • Prep time: 5 minutes
  • Cook time: 15 minutes
  • Total time: 20 minutes
  • Serves: 4

Uno sfizioso antipasto o secondo piatto vegetariano.

Ingredienti

  • 1 vaschetta di Funghi Pleurotus
  • 2 Uova XL
  • Pan Grattato, io senza glutine
  • Olio di semi di Girasole
  • Sale fino
  • Pepe di mulinello, opzionale
  • Farina , io il mix universale senza glutine

Preparazione

  • 1)

    Prendete 3 piattini fondi: in uno metterete la farina, in un altro le due uova sbattute con sale e pepe se vi piace (io la prossima volta metterò addirittura del prezzemolo sminuzzato finissimo) e nel terzo il pangrattato.

    Procedete alla preparazione delle cotolette passando i funghi prima nella farina, “sgrullandoli” bene, poi nel composto di uova e poi nel pangrattato.

    Mettete l’olio a scaldare in una padella ampia o in una pentola con i bordi alti per la frittura ad immersione (io solitamente friggo per immersione). Friggete i funghi e, una volta pronti, trasferiteli su un foglio di carta assorbente da cucina.

    Servire caldi.

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