Frittata di Capellini d’Angelo, con Porri e Spinaci

22 Marzo 2019Valentina

Prep time: 5 Minuti

Cook time: 25 Minuti

Serves: 4

L’arrivo della primavera, lo sbocciare dei fiori, gli alberi pieni di boccioli multicolore, il riempirsi dei prati rustici di pratoline, pisciacani (tarassaco, quelli gialli tipo stella) e nontiscordardime, almeno a me fa venire voglia di scampagnate, di gite all’aria aperta, di pranzi al sacco. Premesso che poi mi passa subito perché mi metto a pensare alle formiche, alle vespe e alle imprecazioni che tiro, io di fatto adoro i picnic.

Oltre ai classici tramezzini, di cui mi nutrirei a vita, e ai panini fatti di baguette tagliate a tronchetti e farcite tipo muratore, con mortadella, o con prosciutto e mozzarella di bufala, un classico delle gite domenicali, delle scampagnate, del Sud Italia, è la frittata di maccheroni. Mia mamma la preparava spesso, quando andavamo d’estate, a fare la gita annuale sul Pollino, un monte che si trova al confine tra Lucania e Calabria. Potevamo aver portato anche il bue grasso, ma la frittata di maccheroni ci doveva stare sempre. La sua era eretica, senza pomodoro, come pare invece si usi farla nel napoletano. Non la ha nemmeno mai condita (salame, scamorza, ecc), era semplice, solo uova e molto formaggio, pepe probabilmente e spaghetti. Pure buona, ma un po’ “intorzava“.

Mentre agli adulti piaceva, a noi ragazzi invece no, e preferivamo panini classici, durante queste gite. Con gli anni, quando ho messo in moto la macchina dei ricordi, ho sentito quasi la voglia di rimangiarla, quella frittata di maccheroni di mia mamma, anche se, per tutte le volte che la ho fatta, non la ho mai lasciata semplice con 3 ingredienti, come la sua. Una volta ho aggiunto scamorza e salame napoletano, un’altra volta c’era qualcosa di piccante, e a questo giro ho cambiato pure il formato di pasta. Capellini d’angelo anziché spaghetti, e ho utilizzato spinaci e porri per la farcitura.

Il risultato mi è piaciuto molto, anche se, dovendola rifare, probabilmente salerei di più le uova, aggiungerei decisamente più formaggio (diciamocelo, gli spinaci sanno di pochino, eh) e non riutilizzerei i capellini d’angelo. Infatti, sebbene siano ben distinguibili nella fetta in foto, in bocca si sciolgono, non si sente la loro consistenza, cosa che avviene invece con gli spaghetti.

Allora, mi direte, che la hai pubblicata a fare? L’ho messa online perché di fatto è buona, ma la consistenza del capellino d’angelo deve piacere. E nonostante la abbia mangiata poi tutta, nell’arco di una giornata, la rifarei, ma con gli spaghetti. Utilizzerò invece prossimamente i capellini d’angelo per preparare uno sformatino monoporzione che ho trovato su un libro, i Piatti dimenticati.

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Frittata di Capellini d'Angelo, con Porri e Spinaci

  • Prep time: 5 minutes
  • Cook time: 25 minutes
  • Total time: 30 minutes
  • Serves: 4

Ingredienti

  • 150 grammi di Capelli d'Angelo
  • 1 cucchiaio di Olio di Semi
  • 200 grammi di Porri
  • 2 spicchi di Aglio in camicia
  • 30 grammi di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 100 grammi di Feta
  • 60 grammi di Spinaci novelli
  • 100 grammi di Creme Fraiche
  • Noce moscata
  • 6 Uova
  • Olio extravergine di Oliva
  • Sale fino

Preparazione

  • 1)

    Cuocere la pasta in abbondante acqua salata per il tempo indicato sulla confezione, scolare, condire con un filino di olio e tenere da parte.

    Nel frattempo, in una padella, con un cucchiai di olio di semi, far rosolare gli spicchi di aglio incamicia (vanno poi rimossi subito dopo) e far appassire il porro, tagliato a rondelle.

    Aggiungere il porro alla ciotola in cui riposa la pasta, aggiungere il Parmigiano, la noce moscata grattata (quanta ve ne piace, la Feta sbriciolata, la panna acida e gli spinaci novelli (devono essere a foglia piccola e tenera, perché vanno in cottura crudi e solo quelli novelli non rilasciano acqua, cuocendosi).

    Sbattere le uova, aggiungerle alla pasta regolando di sale e cuocere la frittata in una padella diametro 20 cm (per farla venire bella alta), con un filo di buon olio di oliva, rigirandola con l’aiuto di un coperchio piatto o di un piatto piano, per due volte.

    In alternativa, se non sapete girare la frittata, utilizzate una padella col manico che può andare in forno (in acciaio, o una padella a cui il manico svitandolo, si toglie) e dopo averla cotta su un lato, sul fornello, passatela sotto il grill del forno per una decina di minuti, avendo l’accortezza di sbriciolare un po’ di Feta in superficie così da prevenire una irrimediabile bruciatura della pasta, creando una crosticina formaggiosa.

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