E rieccomi, ancora acciaccatella, ancora con problemi di salute ma soprattutto di alimentazione, qualche rogna privata e qualche problema da risolvere di natura personale (ho avuto un brutto incidente con la macchina ma non mi sono fatta nulla, perlomeno a livello fisico), però mi sono resa conto che non pubblicavo da tanto, troppo tempo e che gli asparagi a febbraio non si possono vedere in homepage. E così attingo all’esiguo bacino di ricette preparate prima del mio intervento ultimo, per non farvi dimenticare di me.
In questi mesi ho ricevuto moltissime email da parte di voi lettrici (lettori maschi assenti eh, fatto salvo Alessandro), con richieste di notizie circa la mia salute o informazioni su ricette che di fatto continuate a consultare e a rifare, nonostante la mia prolungata assenza. E di questo Vi ringrazio, una ad una. Dopotutto questo sito è stato fatto per me, sì, ma soprattutto per voi. Inoltre, nel mentre il mio account Instagram, poco usato anche quello, ha avuto un attacco hacker, ma per fortuna sono riuscita a recuperarlo, non senza aver preso una bella strizza però. A proposito, voi mi seguite anche su Instagram? Cliccate qui e troverete il mio profilo, dove scrivo altri fatterelli rispetto a quelli che scrivo qui per voi che mi leggete.
In tutti i modi, questa solfa iniziale era per dirvi che di cose nuove io non ne ho cucinate, e questa ricetta, così come la prossima che mi sparerò nei prossimi giorni (prendete con le pinze le mie tempistiche), è stata preparata ad Aprile 2023. E come tutto quello che cucino, fotografo e non pubblico subito, le foto non mi piacciono più. Però non ho altro da pubblicare e quindi ad occhi bendati inserisco qui fotografie che possibilmente tra qualche tempo cambierò. La ricetta invece è super valida, è di Stefano Cavada, il blogger Altoatesino che adoro e che adora chiunque, le cui ricette specialmente di panificazione, sono dei “mai più senza”.

Queste bacchettone alle olive, che lui chiama grissoni (chissà perché non grissinoni anyway), sono veramente delle nuvole, una droga li definirei. Ad altissima idratazione diciamo che non sono proprio facili da gestire nella formatura dei grissinoni stessi, ma si tagliano con un tarocco (quell’attrezzo tipo ghigliottina a mano che tutti in casa dovrebbero avere, se panificano) dopo aver steso l’impasto come meglio si può in una forma rettangolare. In questo modo si formano i grissinoni, lunghi ed irregolari, li si attorciglia su se stessi, e il resto, l'”arrotondamento”, lo fa la cottura in forno.




1 Comments
Stefy
25 Giugno 2024 at 7:42
Cara Valentina, io non sono sui social e purtroppo non interagisco fattivamente, riesco a leggere solo qualcosa dall’omonimo profilo Facebook.
Ho capito che vi sono stati seri motivi di salute… Ti auguro una pronta e completa guarigione, affinché tu possa tornare con rinnovata passione ed energia alle tue attività.
Con affetto, non virtuale
Stefania