Honeycomb

24 Gennaio 2018Valentina

Prep time: 5 Minuti

Cook time: 10 Minuti

Serves: 4

Sono passati anni dalla prima volta che vidi questo minuscolo alveare di zucchero scorrendo la homepage di Facebook. Lo aveva preparato Shamira Gatta, ma siccome all’epoca io mi avvicinavo ai fornelli e lei sferificava come se non ci fosse un domani, mi ero convinta che fosse una cosa difficile e lasciai perdere, passando ogni tanto da lei su Lovely Cake a guardarlo come simulacro di adorazione, quando volevo scendere con i piedi per terra.

Meno di un mese fa, l’amica Paola Lena scrisse un post su Facebook nel quale asseriva che guardare Masterchef Australia per una persona curiosa come lei fosse deleterio. Aveva appena visto i concorrenti dell’edizione attualmente in onda cimentarsi nella preparazione dell’Honeycomb. E lo aveva rifatto, utilizzando miele, glucosio e zucchero, e ovviamente il bicarbonato, l’agente chimico che dà il via alla reazione che crea queste bolle interne, queste camere d’aria che regalano al dolce l’aspetto ed il nome di alveare!

Ho quindi acquistato il glucosio anche io, di miele ne ho a bizzeffe, regalo di Andrea di Pinerolo che lo produce come hobby… ma il risultato non mi è piaciuto, né in termini di sapore, troppo dolce, né in termini di aspetto. Chiariamoci, le bolle c’erano, ma non erano belle grandi, trasparenti. Era tutto più compatto. Ci ho provato una seconda volta, aggiungendo un filino di bicarbonato in più, ma nulla. Non era l’honeycomb di Shamira, quello per cui anni fa avevo perso la testa.

Ho deciso perciò di fare delle ricerche su Google e mi è apparso il blog della mia amica Silvia Zanetti, Officina Golosa, con una foto di honeycomb in trasparenza veramente bellissima. Ho aperto il post e ho scoperto che di Honeycomb ne esistono diversi, quelli col glucosio e miele, quello di Martha Stewart che prevede l’utilizzo di zucchero di canna grezzo e miele, e quello con il Golden Syrup a firma Nigella Lawson.

Silvia spiega che gli honeycombs fatti con il miele hanno un aspetto più compatto e meno alto ed alveolato rispetto a quelli fatti con il Golden Syrup. E così dopo aver fatto anche la versione senza glucosio ma sempre col miele di Martha Stewart, mi sono affidata a Nigella. Il risultato lo vedete in queste fotografie. Silvia aveva ragione, anche lei come un piccolo chimico ha sperimentato diverse versioni prima di approdare all’honeycomb della sua vita, quello che ha sempre mangiato in  Inghilterra con il nome di Hokey Pokey (avendo parenti in Inghilterra che visita da sempre ogni anno).

Vi lascio qui nel testo la versione di Martha Stewart con il miele, cliccando invece qui potete trovare la versione che prevede il glucosio a firma di Paola Lena, rimandando invece alla scheda ricetta quella di Nigella Lawson.

Qualsiasi sia la versione di Honeycomb che vorrete provare, ricordate che è un croccante fatto di zuccheri, e l’umidità lo ammoscia irrimediabilmente, facendogli perdere la caratteristica croccantezza e il sapore. Va quindi o conservato immediatamente in scatole di latta o sigillato con cioccolato fondente.

Per cosa si utilizza l’honeycomb? A meno che non vogliate regalarlo come dolcetto, e pertanto va indiscutibilmente ricoperto di cioccolato, lo si utilizza, sbriciolato grossolanamente, come completamento croccante al topping di qualcosa, vedi cupcakes, gelato, yogurt.

HONEYCOMB di Marta Stewart
Ingredienti
150 g di zucchero di canna grezzo
40 g di miele
30 ml di acqua
1 cucchiaino raso di bicarbonato di sodio setacciato

Procedimento 
Rivestite una teglia da forno dai bordi alti delle dimensioni di circa 20×20 cm. Portate a ebollizione zucchero, miele e acqua in una casseruola media, mescolando continuamente. Riduce il calore e cuocete, senza mescolare, fino a quando raggiungerete i 150°C (300°F).
Togliete dal fuoco, aggiungete il bicarbonato di sodio e mescolate velocemente e poco giusto per far sciogliere il bicarbonato. Versare delicatamente la miscela sulla teglia. Lasciate raffreddare. Questo honeycomb si presenterà più compatto e l’alveolatura sarà più piccola.

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Honeycomb (o Hokey Pokey) di Nigella Lawson

  • Prep time: 5 minutes
  • Cook time: 10 minutes
  • Total time: 15 minutes
  • Serves: 4

Un croccantissimo "nido d'api" da sbriciolare sulle coppe gelato, su uno yogurt, o da ricoprire sigillandolo con del cioccolato fondente. Direttamente dalla cucina più golosa d'Inghilterra, quella di Nigella.

Ingredienti

  • 120 ml di Golden Syrup
  • 100 grammi di Zucchero semolato
  • 1 cucchiaino raso di Bicarbonato di Sodio

Preparazione

  • 1)

    Rivestite una teglia da forno dai bordi alti delle dimensioni di 20×25 cm circa e foderatela con la carta forno. Fate in modo che la carta forno aderisca bene alle pareti laterali, pena un honeycomb bruttino da vedere. Io utilizzo delle mollettine di legno che tolgo non appena ho versato il blob che, continuerà a crescere, inglobandole.

    In una casseruola versate lo zucchero e il Golden Syrup e portate ad ebollizione su fuoco medio.
    Quando il composto avrà raggiunto i 150°C (eh sì, avete bisogno di un termometro a sonda) toglietelo dal fuoco e versate il bicarbonato.

    Mescolate velocemente con una forchetta e per poco, giusto per far sciogliere il bicarbonato perché il composto comincerà a gonfiarsi come per magia e quello sarà il momento per versarlo nella teglia, semplicemente accompagnandolo con una marisa se fosse necessario. Di solito non è necessario proprio toccarlo, scende via dalla pentola tranquillamente.

    Una volta nella teglia, mi raccomando, non toccatelo, non appiattitelo o livellatelo perché andrete a rompere le bolle formatesi all’interno. Continuerà a gonfiarsi, togliete subito le mollette (se avete usato la mia tecnica per la carta forno) e formerà delle bolle che scoppietteranno per alcuni minuti. Poi la massa si abbasserà (è normalissimo) e inizierà a raffreddarsi.

    Lasciatela lì per circa 30/40 minuti, fino ad un’ora poi tagliatela con un coltello a lama liscia oppure semplicemente spezzettatelo.

Note

Nei tempi indicati non è incluso il tempo di raffreddamento.

Il Golden Syrup si può sostituire con il miele ma, a parte che non è la stessa cosa, a quel punto vi converrebbe provare una delle due ricette alternative, o quella di paola Lena con il link cliccabile o quella di Martha Stewart.

5 Comments

  • silvia

    24 Gennaio 2018 at 18:15

    Questo è un vero onore per me e tu sei bravissima 🙂

    1. Valentina

      24 Gennaio 2018 at 18:38

      Onore mio, Silvia.

  • Simo

    24 Gennaio 2018 at 19:20

    …è da una vita che lo voglio provare, lo vidi fare anni fa in una trasmissione di Nigella, ed anche in una di Lorraine Pascale!
    Deve essere irresistibile sui dolci al cucchiaio, ma credo anche sgranocchiato così 😉
    Bacione cara

  • Marzia

    7 Febbraio 2018 at 12:43

    Domanda, forse sciocca, ma il Golden Syrup non sarebbe lo sciroppo d’acero?

    1. Valentina

      7 Febbraio 2018 at 12:56

      Ciao Marzia. No, il Golden Syrup è zucchero di canna liquido, uno sciroppo di zucchero di canna acqua e limone. Lo sciroppo d’acero è altra cosa 🙂 Non era una domanda stupida, ho sbagliato a non specificarlo dandolo per scontato siccome lo uso abitualmente per molte cose.

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