Puparulilli verdi

1 Luglio 2020Valentina

Prep time: 15 Minuti

Cook time: 30 Minuti

Serves: 4

Questi ortaggi, che si trovano quasi solo in Campania, e che non sono da confondere con i friggitelli, quelli grossi e bitorzoluti seppur di base anch’essi dolci, si chiamano peperoncini verdi di fiume o dolci. E sono quanto di più caro esista in questo periodo dell’anno da comprare tra le verdure. Sono così territorialmente caratterizzati e collocati, che a parte essere quasi impossibile trovarli altrove se non in Campania, se li si trova i prezzi sono ancora più folli di quelli praticati in Campania stessa.

A dire la verità adesso costano anche un filo meno ma parliamo di un costo di 5 Euro per un sacchetto di circa 10/15 pezzi!!!

Lo scorso anno, perché ad un anno fa corrisponde questa “ricetta” e corrispondono queste fotografie (che ora non mi piacciono nemmeno più ma farò finta di niente), in visita a casa mia in occasione del mio compleanno, mia madre me ne portò una busta bella piena. Probabilmente come regalo sarebbe bastato solo quello, ignorandone io all’epoca il costo, e avendoli presi quasi come un “impiccio” da cucinare e friggere, pur amandoli molto.

Questa versione, in rosso, con qualche pomodorino che in cottura si apre e rilascia quel niente di sugo che serve a colorarli, con l’aglio e il basilico abbondante, è deliziosa. Io ne mangerei a chili, e devo dire che a parte quella unica volta l’anno in cui li posso mangiare perché me li mandano o me li portano, tutto il resto dei giorni d’estate fino ad ottobre inoltrato, li sostituisco con i sopracitati friggitelli, che a volte sono un po’ amarognoli, ma amen.

Siccome questa è un ricetta di contorno, anche se su una fetta di pane e un pezzo di provola, o su una bruschetta al forno sono un piatto unico saziante e confortante, non ci sarà la scheda ricetta, ve lo spiego ora come si preparano.

Esistono due correnti di pensiero su come friggerli (sì, vanno fritti, in olio di oliva, non extravergine non di semi, ma di oliva). C’è chi li frigge con tutto lo “streppone” come ho fatto io con alcuni di quelli poggiati sulla bruschetta, chi toglie la “testa”, li svuota dai semini e li frigge (ma l’olio entra pure dentro e diventano ancora più calorici), e chi, come Lucia Melchiorre, quando li prende nel periodo di picco economico per cui ne paga pochissimi pezzi una cifra da capogiro, li divide in 4 per la lunghezza, così l’occhio almeno si confonde e sembra che se ne mangino  chissà quanti.

Per il problema delle calorie che aumentano entrando l’olio nel peperoncino, io non mi preoccuperei. La dieta si manda a quel paese lo stesso, decidendo di comprarli, perché il solo modo possibile di cucinarli é proprio friggerli, con o senza “streppone”. Considerateli perció una chicca (costosa) da concedervi nel giorno del pasto libero e amen.

Detto questo, comunque decidiate di friggerli (e notate bene, ho detto proprio friggerli e non un generico cucinarli), vanno messi da parte e un pò dell’olio con cui li si è fritti va utilizzato, versandolo in una padellina a parte, per cuocere un sughetto leggero, con pomodorini tagliati a metà, un po’ di sale, moltissimo basilico, e un po’ di aglio (quanto ve ne piace). L’olio della frittura, che ha già assunto la profumazione di peperone e farà in questo modo profumare di peperone anche il sughetto di pomodoro fresco (con aglio e basilico in quantità generosa). Quando il sughetto avrà cotto qualche minuto, aggiungere i peperoncini fritti e messi da parte, regolare ancora di sale e cuocere ancora qualche minuto. E’ una preparazione molto veloce, indirettamente proporzionale alla sua bontà. Ricordatevi che sia che li facciate così, rossi, o in bianco, il basilico è ingrediente imprescindibile.

Da Lucia ne potete vedere una versione “in bianco” cliccando qui, cavallo di battaglia di sua madre Giuly.

2 Comments

  • Pellegrina

    4 Luglio 2020 at 11:10

    Li ho fatti! Ovviamente coi friggitelli perché gli altri non li ho mai nemmeno visti.
    Per fortuna non erano amarognoli.
    Dopo averne cotti parte chiusi e parte tagliati in due per i più grossi senz’altro per cottura da chiusi: non rischiano di bruciare e trattengono i succhi.
    Piaciuti molto!
    Raccomando vivamente un aglio che SAPPIA di aglio: il mio era tanto blasonato quanto insipido, ahimé.
    Ricetta perfettamente riuscita.

  • Pellegrina

    4 Luglio 2020 at 11:11

    Leggasi: « grossi, opto senz’altro per cottura, ecc. »

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