Spaghetti alla Carrettiera

6 Agosto 2017Valentina

Prep time: 15 Minuti

Cook time: 30 Minuti

Serves:

I famosissimi spaghetti alla carrettiera nascono in Sicilia nei primi del ‘900.

Si tratta di una ricetta povera e gustosa “escogitata” proprio dai carrettieri, persone che svolgevano un mestiere scomparso già nel dopoguerra, a causa dello sviluppo dei trasporti a motore. I carrettieri trasportavano sui loro carri trainati da asini o cavalli, merce per conto terzi o persone in cambio di qualche soldo.

All’epoca i trasporti conto terzi erano un lavoro poco remunerativo: capitava che un carrettiere con un carico merce per conto di un contadino non ricevesse denaro, ma piuttosto patate e acciughe salate. Di solito un carrettiere partiva nel tardo pomeriggio e viaggiava di notte, anche per evitare il caldo dell’estate siciliana.

Spesso si aggregavano più carri in piccole carovane, altre volte si viaggiava in solitudine. Quando carrettiere e cavallo dovevano riposare o mangiare qualcosa, gli scarsi denari non permettevano certo di fermarsi nelle osterie, perciò il pasto consisteva in una ricetta con ingredienti portati da casa: pasta (utile a riempire lo stomaco), un pentolino, aglio secco, sale, una scodella, una boccetta d’olio, pane secco e una grattugia. Qualche erba aromatica la si rubacchiava o la si trovava spontanea sui bordi della strada.

Fu da questa frugalità obbligata che nacquero gli spaghetti alla carrettiera che negli anni hanno subito diverse varianti con aggiunta di pomodori pelati o pecorino e che la cucina romana propone con aggiunta di funghi, sia freschi che essiccati e rinvenuti in acqua bollente e ventresca di tonno.

Gli spaghetti alla carrettiera sono un piatto di altri tempi, uno di quei piatti poveri fatto con elementi semplici e talvolta, di avanzi. Il pan grattato, o le briciole avanzate, e le alici, o acciughe, erano un elemento alla portata soprattutto del popolo. Totò, al secolo Antonio De Curtis, volle a suo tempo tramandare una ricetta successivamente riportata nel libro di ricette della figlia Liliana, Fegato qua, Fegato là, fegato fritto e Baccalà, in cui spiega il procedimento di un piatto tradizionale della cultura napoletana e altrettanto squisito, gli Spaghetti alla Gennaro, molto simili per ingredienti e procedimento a quelli che vengono chiamatispaghetti alla carrettiera”.

La versione di oggi è quella romana, ovviamente, con ventresca di tonno e salsa di pomodoro.

Per la versione siciliana, vi consiglio i link di due colleghi foodblogger, Corrado il cui articolo potete leggere qui, e Ada, il cui articolo trovate a questo link, che ci propone una versione con capperi ed olive nere.

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Spaghetti alla Carrettiera (versione romana)

  • Prep time: 15 minutes
  • Cook time: 30 minutes
  • Total time: 45 minutes

Un piatto classico della tradizione romana, che vanta origini siciliane, ma a Roma, per renderla veramente "ignorante", ci si aggiungono i funghi. Una bontà che vi conquisterà al primo "schizzo" sulla camicia!

Ingredienti

  • 400 grammi di Spaghetti
  • 20 grammi di Funghi Porcini secchi
  • 200 grammi di Funghi Champignon freschi
  • 1 mazzetto di Prezzemolo fresco
  • 2 spicchi di Aglio
  • Olio extravergine di Oliva
  • 1 Peperoncino rosso
  • Sale fino
  • 2 lattine di Ventresca di Tonno, di ottima qualità
  • 1 scatola di Datterini Pelati

Procedimento

  • 1)

    Ponete i funghi in una ciotola e copriteli con dell’acqua calda, lasciandoli riposare per circa 20 minuti, in modo che si ammorbidiscano.

    A questo punto scolateli, strizzateli e tagliateli a pezzetti.

    In una padella grande, fate soffriggere in abbondante olio extravergine d’oliva, i due spicchi d’aglio, e i funghi secchi, i funghi freschi affettati sottilmente, la ventresca di tonno sgocciolata dall’olio di conservazione e abbondante prezzemolo sminuzzato.

    Dopo circa 10 minuti, aggiungere i pomodori pelati, regolando di sale e pepe e aggiungendo tanto peperoncino quanto più piace.

    Continuare la cottura per circa 20 minuti in modo che il sugo si asciughi dell’acqua che inevitabilmente tireranno fuori i funghi, e condirci la pasta, preferibilmente lunga.

    Come si dice a Roma, gli spaghetti sono “la morte sua”.

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