Stivalettini Piselli e Nduja

7 Aprile 2021Valentina

Prep time: 15 Minuti

Cook time: 30 Minuti

Serves: 4

Amo la Pasta Di Martino, ma non ne ho mai fatto mistero. Amo il fatto che, a dispetto di quello che si pensa che le paste lisce non trattengono il condimento, e lo lascino appunto scivolare, la Pasta Di Martino fa esattamente il contrario. Il condimento ci si attacca sopra tipo le cozze sullo scoglio, per la sua ruvidità così caratteristica, e lasciatemelo dire, così unica. Inutili i vari tentativi di imitazione della stessa, la ruvidità della Di Martino non la trovo in nessuna altra pasta.

E quando decido, mia sponte, di stare male perché ho sinceramente bisogno di mangiare un piatto di pasta, non un surrogato wannabe, la sola che compro e che uso è la Di Martino. Me la mangio, sto male due giorni, e fine. Ma sto male sazia e consapevole.

Purtroppo, senza voler fare km su km, da me non si trova se non nei formati classici e più conosciuti (penne e spaghetti), ma tanto loro hanno uno shop online con tutti i formati delle loro paste, in cui potete perdervi, e scoprire finanche formati che qui nemmeno si sognano possano esistere. Il rosmarino, gli stivalettini, le fresine, lunghe o spezzate…

Alla ricerca di una ricetta in cui utilizzare gli stivaletti, appunto, proprio chi gestisce il profilo Instagram di Di Martino pubblicò questa pasta meravigliosa, con i piselli, modificando la ricetta classica napoletana di pasta e piselli, in cui si aggiunge la pancetta, per sostituire quest’ultima con la nduja.

Ora io non ho mai fatto mistero di quanto adori e veneri la nduja, e quindi quando ho visto la loro ricetta, ho sentito proprio il richiamo dal frigorifero e l’ho rifatta. L’ortolano mi aveva per combinazione appena consegnato la cassetta di piselli freschi in baccello, quindi anche le mie fissazioni fotografiche potevano essere accontentate, e mi sono messa all’opera. Il risultato lo vedete qua in foto, una pasta succulenta, buonissima, con i piselli che smorzano il piccantissimo della nduja, senza snaturarla, ne ho mangiati due piattoni, senza sentirmi paga.

Cremosa come tutte le paste e piselli dovrebbero essere, con quel quid in più che le ha regalato la nduja, questa pasta è entrata di diritto nella mia rosa (infinita) di piatti preferiti di pasta. Infatti trattandosi di una ricetta che ho preparato lo scorso anno in pieno lockdown, non vedo l’ora sia di nuovo periodo di piselli freschi in baccello, per riprepararmela.

E’ una ricetta senza dosi, di quelle che ti prepari in maniera automatica, senza stare lì’ a pensarci, e che ricopio fedelmente dal profilo Instagram di Pasta Di Martino (che per altro vi consiglio spassionatamente di seguire e giuro che non mi pagano per obbligarvi a farlo). Dopotutto le ricette salate hanno questa caratteristica che, a meno che non debbano lievitare (e allora sì che c’è bisogno della medesima precisione scientifica dei dolci), gli ingredienti possono essere dosati a sentimento.

Soffriggete lo scalogno tritato in due cucchiai d’olio evo, aggiungete i piselli freschi e lasciate cuocere per qualche minuto. Poi aggiungete brodo vegetale (o acqua calda se non ne avete), sale, un cucchiaino di ‘nduja e quando bolle calate gli Stivalettini. Aggiungete brodo o acqua calda se serve, ma senza “annacquarla”. Un minuto prima che termini il tempo di cottura della pasta, mantecate con abbondante parmigiano, olio a crudo e pepe di mulinello! I più temerari possono aggiungere al soffritto di base anche un pò di guanciale 😉

I tempi di preparazione che ho indicato, compresa la cottura, riguardano sia i tempi di cottura della pasta che dei piselli, scalogno, nduja, raggiunta di bollore del brodo eccetera. Per i tempi di preparazione, che ho indicato in 15 minuti, ho incluso i tempi per sgranare i piselli dal baccello e del taglio dello scalogno. No, perché ultimamente siete abbastanza scassambrelli.

P.s. fu proprio guardando su Instagram la fotografia di questa pasta, che avevo messo nelle stories per avvisare di un coming soon (che poi tanto soon non è stato), che il mio amico nutrizionista Simone Adami, trovò lo spunto per dirmi di assaggiare la nduja col gorgonzola, e diedi vita agli gnocchi nduja e gorgonzola, che hanno poi nei mesi riscosso ampio successo tra amiche e colleghe di blog.

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