Supplì in sfoglia

3 Giugno 2019Valentina

Prep time: 15 Minuti

Cook time: 1 Ora

Serves: 4

Come lo scorso anno, anche quest’anno, nel periodo precedente alla Pasqua, mi ero documentata per realizzare altre ricette tipiche di questo periodo dell’anno, provenienti da varie regioni d’Italia. Lo scorso anno la Pagnotta di Pasqua di Ilaria Fioravanti da me rifatta, mi ha portato quasi 10mila visite in un mese, cosa che il mio modestissimo blog non ha mai raggiunto, e devo dire che anche nel periodo di questa Pasqua 2019, è stata la ricetta più cliccata, insieme alla Pastiera.

Devo dire che di ricette non ne ho trovate poi molte, ma era mia intenzione soffermarmi sui due lievitati napoletani, grandi assenti nel blog: i casatielli.

Per quello salato mi sono affidata a Lucia Melchiorre, la quale mi ha addirittura fatto recapitare a casa, in meno di 24 ore, 1 kg di vera sugna in due vaschette sottovuoto e 1 kg di ripieno per casatiello, che pare che tutti i macellai di Napoli preparino per facilitare l’impresa a chi lo prepara in casa. Una vaschetta piena di salumi già tagliati della dimensione giusta e formaggi, dal profumo inebriante.

Per il casatiello dolce invece ho avuto un dubbio atroce. Mia zia Nora lo ha sempre fatto alto quanto un panettone natalizio, la crosta non era affatto decorata o glassata con diavulilli, dentro c’erano i canditi a pezzi grossi, e inoltre il suo casatiello aveva un profumo di farina che non so descrivere, unico, ma non so rassomigliarlo ad altro. Era il solo casatiello dolce che fino allo scorso Marzo io conoscessi. Però cercando in internet la ricetta, o una ricetta che avesse una storia, un fondamento, quello di mia zia non lo ho trovato. Il più ricorrente era il casatiello dolce anche detto Pigna di Pasqua. Il caso poi ha voluto che la moglie di un collega di Roberto ha iniziato a vendere a tutta la squadra della Roma Due la Pigna di Pasqua. Son passata da 42 anni di ignoranza, a una settimana in cui la ho sentita nominare ben 2 volte. E così ho deciso di affidarmi ad un’altra napoletana doc, come Lucia, Clara Varriale, autrice del blog Sciuè Sciuè.

Il casatiello dolce, però, non è stata la sola cosa che ho rifatto dal blog di Clara. E questo “riso in sfoglia”, che ho ribattezzato supplì, è tratto proprio dal suo blog. Cliccateci, sul link che vi ho messo, verrete catapultati sul suo blog, e come me, non riuscirete a fare a meno di guardarlo tutto, appuntandovi ricette a mazzi, e cercando in dispensa per vedere se avete tutti gli ingredienti per fare questo o quello. Clara ha di tutto sul blog, dai lievitati, ai piatti della tradizione napoletana, alle ricette veloci, sciuè sciuè, come il suo blog garantisce.

Questo riso in sfoglia è un pezzo di tutte quelle delizie che vengono racchiuse e descritte nella definizione rosticceria siciliana. La versione originale catanese che prende il nome di Patè (grazie Laura Distefano, per la notizia precisa), prevede anche il prosciutto, ma sul blog di Clara, che è vegetariana, non lo troverete, e di conseguenza nemmeno qui sul mio. Io ho voluto rispettare anche il condimento del riso, preparando un risottino al pomodoro e facendolo raffreddare bene, tenuto molto stretto, non lento, così che la sfoglia, successivamente, non si impregnasse. Stesso motivo per cui si usa la scamorza, affumicata o non affumicata (dipende da come vi piace), al posto della mozzarella, che in cottura prederebbe acqua rovinando il meraviglioso finger food.

Questa ricetta prevede un riso cotto ex novo, da capo, ma può essere perfetta in caso di risotto avanzato (a voi avanza?) e quindi come vera e propria ricetta di recupero degli avanzi. Sia nel caso dei supplì, che in quello degli arancini, io il risotto lo preparo al momento, e lo lascio raffreddare molto bene. Lo stracuocio anche in alcuni casi, in modo che, rilasciando più amido, il riso sta insieme anche di più, evitando in frittura spiacevoli aperture e crateri.

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Supplì in sfoglia

  • Prep time: 15 minutes
  • Cook time: 1 hour
  • Total time: 1 hour 15 minutes
  • Serves: 4

O facendo un risotto da capo, o riciclando del risotto avanzato (... a casa vostra avanza mai il risotto? A me non succede mai), basta racchiuderlo in un rotolo di pasta sfoglia, inserire un cuore filante, e avrete dei finger food da perderci la testa.

Ingredienti

  • 2 rotoli di Pasta Sfoglia rettangolare, io utilizzo la Buitoni
  • 400 grammi di Riso per risotto
  • Sugo di Pomodoro
  • Basilico fresco, per profumare il sugo di pomodoro
  • Parmigiano Reggiano grattugiato, molto abbondante
  • 1 Scamorza affumicata
  • 1 Uovo
  • Sale fino

Procedimento

  • 1)

    Preparare il classico riso al sugo, lessandolo e condendolo con poco sugo e abbondante formaggio grattugiato. Qui apro una parentesi grande quanto una casa. Avendoli chiamati io supplì, ho preferito mantenere il condimento rosso, classico al pomodoro. Avrei utilizzato anche del ragù al cuore, ma al primo tentativo non ho voluto rischiare. Voi però il riso conditelo come vi pare, lasciatelo in bianco alla parmigiana, fatelo verde agli spinaci, basta che lo teniate molto asciutto.

    Quando il riso si sarà raffreddato, aggiungere la scamorza tagliata a dadini e mescolare il tutto.

    Srotolare la pasta sfoglia e adagiare metà del riso sul lato più lungo della pasta sfoglia, comprimendolo con le mani in modo da formare un salsicciotto tondeggiante.

    Arrotolare e spennellare con l’uovo sbattuto.

    Lasciare riposare per 30 minuti in frigo, poi infornare a 180°C in modalità ventilata per circa 25 minuti o comunque fino a quando la pasta sfoglia si sarà ben dorata.

    Questi rustici possono essere serviti sia caldi che freddi, sono buonissimi in entrambi i casi.

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