Sushi di Bresaola, Basmati, Avocado e Cetriolini

22 maggio 2018Valentina
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Prep time: 15 hours

Cook time: 15 hours

Serves: 2

Nel primo post che ho scritto per partecipare al The Recipe-tionist che vede la mia carissima Lucia Melchiorre, del blog Le Ricette di Luci, vincitrice del bimestre maggio/giugno 2018, avevo affermato che mi ero trovata in difficoltà nello scegliere le ricette da rifare, in quanto alcune le avevo già fatte e pubblicate, in epoca non sospetta.

Però poi, leggendo il suo blog ogni sera, per cercare delle piccole chicche da poter replicare, l’elenco di quelle che ho rifatto per la celebrazione della sua vittoria, ha già superato quello delle ricette che avevo già fatto e pubblicato per semplice gola e scambio tra blogger prima e tra amiche poi.

Questo sushi è stata la ricetta/non ricetta nella quale ho osato di più, a dire il vero.

Ero alla ricerca di qualcosa di fresco, vista l’estate alle porte, e siccome un ammazzafame che spesso preparo in questo periodo sono proprio i rotolini di bresaola con Philadelphia e rucola, avendoli trovati ripieni di riso basmati, quelli di Lucia mi hanno incuriosita.

In casa avevo tutti gli ingredienti e così ho provato a dargli una forma diversa. Come da regolamento ho aggiunto qualcosa, ossia 1 bacchetta di carota, una di avocado ed una di cetriolo, talmente poca roba che lo considero 1 solo ingrediente, che definirò “il ripieno”, ho eliminato la rucola, appoggiando i miei maki rolls su una insalatina misto orientale, e un’altra la ho sostituita, ossia ho utilizzato il lime al posto del limone.

I semi di sesamo nero, come mi era già successo di utilizzarli in una precedente edizione del The Recipe-tionist, essendo solo decorativi e fungendo da tocco di colore, come mi disse Flavia, non li si considera.

Il giorno stesso in cui avevo preparato questo sushi di bresaola per pranzo, la sera andai al ristorante cinese con Roberto. Avevo inviato le fotografie alla chat di Whatsapp che ho con la mia famiglia e la sera, in attesa dei piatti al ristorante, ho mostrato le foto anche a lui.

Premettendo che mia sorella non aveva capito si trattasse di bresaola, ma che fosse tonno, rosso e crudo abbattuto, pertanto ero certa di esser stata capace di rendere davvero l’idea del sushi giapponese tal quale, Roberto mi ha chiesto invece di vedere quale fosse l’originale di Lucia, dicendomi che alla fine forse li avevo stravolti un po’ troppo, tanto da far quasi perdere il senso dell’involtino stesso. Aggiunse poi che sperava che per Lucia non fossero mortificanti o offensivi siccome la natura dei suoi era completamente diversa.

Nonostante fossi certa che Lucia mai avrebbe visto in questi involtini una intenzione che di fatto non avevo avuto, ho indagato anche con altre amiche blogger, e c’è chi ha dato ragione a Roberto e chi ha pensato che, per come è fatta Lucia, non avrebbe affatto trovato nulla di mortificante in una rielaborazione tanto spinta dei suoi involtini. E quindi il dubbio mi è rimasto, tant’è che stavo quasi decidendo di non pubblicare questo sushi, perlomeno non ora e non per il the Recipe-tionist.

E perciò, Lucia, mi rivolgo a te che mi leggi, ho solo fatto ciò che la testa (malata) mi ha suggerito 😀 ma non ti volevo offendere.

Alla fine questa cosa però mi ha fatto ridere, perché la ho immaginata un po’ come la lettera al Savonarola che scrivono Mario e Saverio (Benigni e Troisi) in Non Ci Resta Che Piangere. “Santissimo Savonarola, scusa le volgarità… eventuali” – “Ma eventuali perché?” – “Savè, a vuò scrivere comme dic’ io? Perché se non ci sono volgarità lui pensa, allora volevano essere volgari e non ci sono riusciti?“.

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Sushi di Bresaola, Basmati, Avocado e Cetriolini

  • Prep time: 15 hours
  • Cook time: 15 hours
  • Total time: 30 minutes
  • Serves: 2

Una versione japanese style dei classici involtini di bresaola con riso basmati, preparati per il the Recipetionist che vede vincitrice Lucia Melchiorre.

Ingredienti

  • 1 Carota
  • 1 Avocado
  • 1 Cetriolo
  • 300 grammi di Bresaola
  • 280 grammi di Riso Basmati
  • Sale fino
  • Semi di Sesamo nero
  • 1 Lime

Preparazione

  • 1)

    Sciacquare 3 volte il riso basmati, cambiando l’acqua, prima di cuocerlo, in abbondante acqua salata, nei tempi indicati sulla confezione.

    Grattugiare la buccia di un lime, tenendo le zeste da parte.

    Far raffreddare il riso, scolato, aggiungendo un cucchiaino di olio, e il succo di un lime.

    Nel frattempo disporre le fette di bresaola su un foglio di carta forno, formando un rettangolo 30 x 20 cm, un po’ sovrapposte e ben pressate. Stenderci sopra il riso tiepido, livellandolo con una spatola in silicone, e cospargendolo di buccia di lime e semi di sesamo nero (per un mero effetto cromatico).

    All’inizio del rotolo, dal lato corto, inserire una bacchetta di carota, una di avocado ed una di cetriolo, ed arrotolare la bresaola prima su queste bacchette e poi fino alla fine, partendo appunto dal lato corto, e stringendo molto bene.

    Far riposare in frigorifero, chiudendo le estremità della carta forno come una caramella, per almeno 30 minuti, prima di tagliare dei piccoli tronchetti, alti quanto più vi piace.

    Eventualmente, tra la bresaola e il riso, si può stendere uno strato di Philadelphia, che checché se ne dica viene molto utilizzato nel sushi, e la rucola che io ho omesso. Inserire solo la rucola prima del riso senza il collante Philadelphia, vi farà “aprire” il rotolo.

     

Nota

In base al regolamento del The Recipe-tionist, rispetto alla ricetta originale ho effettuato le seguenti variazioni:

  • ho eliminato la rucola.
  • ho aggiunto il “ripieno” da sushi (1 bacchetta di carota, 1 di avocado e 1 di cetriolo).
  • ho sostituito il limone con il lime, succo e buccia.

 

8 Comments

  • Elisa Baker(Flavia)

    22 maggio 2018 at 11:25

    Beh io ti dico che hai fatto una presentazione squisita che copierò davvero ad uno dei miei aperitivi estivi in giardino! Lucia è una ragazza così solare ed intelligente che secondo me ti fa una statua per il valore che hai dato ad una delle sue tante meravigliose ricette. Grazie ancora Vale per il sempre magnifico entusiasmo che ci metti! baci

    1. Valentina

      23 maggio 2018 at 7:14

      Grazie Flavia, ma poi li voglio vedere i tuoi sushi per la festa in giardino eh. Un consiglio, tienili nella pellicola o nella carta fino a che li tagli, tagliali all’ultimo, perché, come si vede anche nelle mie foto, la bresaola all’aria, tende a seccarsi, e i punti in cui le fette sono accavallate per formare il “lenzuolo”, tendono a sollevarsi come piccole alette.

  • Lucia Melchiorre

    22 maggio 2018 at 22:45

    Fammi riprendere un attimo dalle risate lacrimanti che mi suscita quel passo di “Non ci resta che piangere” e arrivo al punto…
    Non ma io dico… e mi immagino le ansie che si sono impossessate di te, miste al dispiacere al sol pensare che io potessi anche solo minimamente sentirmi offesa! No ma io dico… meglio che non lo dico!!! Piuttosto devo parlare con Roberto…😂😂😂😂😂
    Pur di sollevarti da questo empasse ti dico che potevi dirmelo subito e ti avrei detto quello che ti scrivo ora “ma offesa di che???????????
    Pensa che invece io sono rimasta incantata… dalle foto in primis e dal fatto che sei andata a pescare veramente una ricetta che si ricorda “il cippo a Forcella”.
    Erano i primi mesi del blog…quelli in cui ancora non sapevo distinguere un post da una pagina..quando fotografavo con il mio cellulare e per abbellire la foto ci mettevo pure la scritta e la cornice…quelli in cui avevo numero un piatto e con quello fotografavo e mangiavo..non avendo ancora scoperto il favoloso mondo di Caccavellandia!!!
    Riguardo a quel periodo con molta tenerezza e io stessa ho pensato tante volte di rifare la foto… ma il tempo è sempre poco e non ho mai avuto modo… quindi quando ho visto la tua versione ho pensato che finalmente questa ricetta aveva avuto giustizia!!!! Mi piace moltissimo la tua versione che trovo bellissima e appetitosa. Amica mia… ci vuole ben altro per farmi offendere e non sono certamente queste bellissime dimostrazioni di stima e affetto!!! Quindi grazie per esserci in modo così dirompente nel mio “mese felice” (te l’ho già detto che ti ho rubato questa espressione ormai???).

    1. Valentina

      23 maggio 2018 at 7:10

      Al “cippo a Forcella” credo di aver avuto un mancamento ahahahahah eh lo so che ti sembra strano, ma come proprio Roberto dice, io sono una boccalona, credo a tutto ciò che mi si dice e lui è il primo che a volte ci gode e mi racconta dei fatti o mi dà delle notizie alle quali credo immediatamente e mi suggestiono subito. Per la cosa degli involtini mi pareva cmq serio, non che mi stesse perculando, tant’è che inizialmente per scrupolo e poi seriamente, ho iniziato a chiedere a persone che, a differenza sua, nel campo del blog e delle dinamiche dei blog, ci stavano, perché il suo giudizio poteva essere falsato perchè non facente parte dello stesso “ambiente” (vivaddio, oserei aggiungere). E quando poi anche Sara ed altre persone hanno detto che forse poteva essere poco carino nei confronti della foto con la cornicetta verde, avevo pensato di non pubblicarli, perlomeno non in questa occasione. Altrimenti più che mese felice diventava il mese mortificante.

  • Pellegrina

    24 maggio 2018 at 21:50

    Dunque io sono una rigorista nei piatti, nel senso che non mangio nemmeno quelli con l’avocado perché sono troppo USA style anziché sushi vero.
    Però qui l’operazione è diversa, nel senso che si usa proprio qualcosa che nei sushi non esiste, la carne e si fa in modo da alludere a qualcosa che invece non c’è cioè il pesce, mettendoci pure la verdura a mo’ di pasto completo. In altre parole non è la versione vegan-politicallycorrect del piatto. E l’idea mi piace un sacco. L’unica cosa è che amo poco il riso basmati iperraffinato e sbiancato… preferisco quello madreperlaceo che si trova a volte nei mercati. Ma il tutto è bellissimo.

    1. Valentina

      24 maggio 2018 at 22:17

      Grazie grazie grazie di cuore. Pensare ad arrotolare e a spacciare per sushi qualcosa che non lo era é stata quasi una conseguenza logica. Dopotutto ho sempre amato molto dare sembianze di qualcosa d’altro alle pietanze. Quando ho partecipato alle selezioni per Masterchef ho proposto un vassoio di pasticcini, cupcakes, frollini… Ma era tutto salato! Quando lo chef e l’autore mi hanno intervistata alla visione del piatto han detto “oh finalmente qualcuno che ha osato il dolce” per poi scoppiare tutti e 3 in una fragorosa risata 🙂

      1. Pellegrina

        26 maggio 2018 at 23:21

        Ma dài che buffo, anche a me piace cucinare le cose travestite. L’idea me l’ha data un vecchio numero della cucina italiana in cui c’era una serie di mousse nel bicchiere – allora non si usava ancora – che sembravano dolci ma erano tutte salate. Tra l’altro quelle preparazioni che dici tu secondo me vengono meglio salate che dolci.
        L’idea vincente è appunto quella di fare sushi una cosa che non lo è, non di travestire il sushi che povero è tanto perfetto così com’è 🙂

        1. Valentina

          27 maggio 2018 at 7:27

          Esatto, hai colto perfettamente il senso della cosa. Lungi da me fare il sushi, che per inciso nemmeno mangio, avendo una difficoltà a mangiare roba cruda, (eppure ci ho provato a farmelo piacere, ma proprio è più forte di me) ma questa bresaola da arrotolare me lo ha suggerito immediatamente 🙂

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