Torta Fregolotta di Treviso

21 Maggio 2020Valentina

Prep time: 15 Minuti

Cook time: 35 Minuti

Serves: 4

Come succede da 3 giovedì a questa parte, oramai credo che, se mi leggete con costanza, sappiate oramai che il giovedì su Instagram c’è l’iniziativa del #cucinalaregione. Dopo aver iniziato con la Campania e aver proseguito per il Lazio, questa volta saliamo ancora e arriviamo in Veneto.

Mi è venuto da ridere… vi ricordate che vi avevo detto che non avevo ricette romane e laziali sul blog se non 3? Ho fatto la medesima ricerca per il Veneto e mi viene da ridere a pensare che ne avevo 4, una più della regione che mi ospita. Però non volevo riciclare qualcosa di vecchio, sono già entrata abbastanza in crisi con il calo delle visite al blog dopo Pasqua e soprattutto dopo la quarantena… a Napoli direbbero “è fernut’ ‘a zizzinell'”, sono finiti i bei tempi, ora bisogna lavorare e raccogliere i frutti del duro lavoro fatto durante il lockdown.

Eh sì, perché mentre tutti voi non facevate altro che googlare una ricetta o un mero elenco di ingredienti, chi ha il blog si è spantecato per pubblicare quante più ricette possibili, per permettervi di cucinare e passare il tempo. Avrei voluto stare anche io lì, a salvare il mondo dal divano, con i telecomandi come bombe a mano e il cellulare come fucile, ma ho cucinato, non mi sono riposata, e ora ne pago le conseguenze, panza inclusa.

Dicevamo il Veneto… stavo per passare quando provvidenziale è arrivato l’invito di Lidia a seguire una diretta sua il giorno dopo, per preparare la Fregolotta. – E che è? – mi sono detta… fatte due ricerche ho scoperto che è la versione VENETA della più famosa Sbrisolona, mantovana di stirpe.

Il suo nome deriva dalla parola dialettale veneta “fregola” che significa “pezzo”… “sbrisa” e “rosegar”, ricordano invece il suo aspetto “rosicchiato”, “sbriciolato”.

La differenza? La farina di mais che nella fregolotta non c’è, sostituita dalla classica 00 e da una quantità importante di mandorle triturate (o dal mix-it gluten free come nel mio caso). Rispondo a Lidia un po’ angustiata, non ero certa di avere 300 grammi di mandorle spellate, mentre mi sentivo a posto con tutti gli altri (pochi) ingredienti, rimandando alla mattina il peso delle mandorle in casa. Ebbene, avevo 500 grammi di mandorle spellate, 1 kg di mandorle con la buccia (mi sto ancora chiedendo a distanza di 10 giorni cosa cazzo ci dovessi fare per averne comprate tante e di fatto non utilizzate) ma non avevo lo zucchero. Niente. Nessuna traccia di zucchero. Manco per il caffè (che ho edulcorato con lo zucchero di cocco).

Ad ogni modo, recuperato lo zucchero facendo un salto e sfidando le regole del sindaco di fare la spesa per lettera alfabetica, sono andata all’Eurospin a prendere lo zucchero. Ore 14e30 ero collegata con Lidia e una 30ina di altre amiche per preparare la fregolotta trevigiana. Stampo da 28 assente, ho utilizzato due stampi gemelli di Wilton da 21 ottenendo due dischi croccanti, dorati, profumatissimi, che ho mangiato in 21 ore. Da sola. Amen.

L’ingrediente principale di questa torta è la mandorla, frutto carico di significati simbolici, tra cui quello della rinascita. E in questo caso, meglio che facciamo che questo è lultimo dolce che mangio, e rinasco secca e con la voglia di dimagrire e rifare movimento.

La tradizione della cucina veneta è fatta di ingredienti poveri e legati ai prodotti che offre la terra. Nella tavole delle feste si trovano prevalentemente dolci secchi, accompagnati da una bicchiere di grappa o moscato o passito o una semplice crema lenta in cui pucciarli.

Le prime attestazioni di questa torta di marca trevigiana risalgono al ‘500, ed originariamente veniva realizzata solo con farina di mais,  con lo strutto al posto del burro, e con le nocciole (più economiche) al posto delle mandorle.

La fregolotta è un dolce molto friabile, sottile e la tradizione vuole che venga portata a tavola intera e rotta con un cucchiaio o spaccandola con le mani … vi sfido a riuscire a farne col coltello una fetta regolare! Tutto questo ha cozzato con il mio essere una OC (ossessivo compulsiva) e ho dovuto fotografare una “scaglia” quanto più simile a una fetta triangolare.

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La Torta Fregolotta di Treviso

  • Prep time: 15 minutes
  • Cook time: 35 minutes
  • Total time: 50 minutes
  • Serves: 4

Una torta croccante, friabile, da intingere, da rosicchiare, e che si conserva croccante (ahahahahahahhaahha) fino a 4/5 giorni in una scatola di latta ben chiusa.

Ingredienti

  • 200 grammi di Burro, vedi le note
  • 300 grammi di Mandorle spelate
  • 300 grammi di Farina tipo 00, per la versione gluten free usate il MIX IT! e regolatevi con Farina di Riso a occhio
  • 2 Tuorli d'uovo
  • 200 grammi di Zucchero semolato
  • 1 Limone, la buccia grattugiata
  • 1/2 cucchiaino di Cannella, opzionale
  • 1 cucchiaino di Estratto o pasta di Vaniglia, opzionale
  • 1 pizzico di Sale fino
  • Burro per la teglia
  • Zucchero a velo, se vi va
  • Mandorle con la buccia, per decorazione

Preparazione

  • 1)

    Preriscaldare il forno a 180°C in modalità statica.

    Tritare con un food processor, in modalità Pulse (ossia non a impulso continuo) grossolanamente le mandorle. Questa modalità serve a non scaldare eccessivamente le mandorle facendo uscire gli olii essenziali in esse contenuti e soprattutto a tritarle in maniera non uguale (motivo per cui non si usa la farina di mandorle, sicché non è così facile).

    Unire la farina, lo zucchero, il pizzico di sale e la buccia di limone (a questo punto se si vuole, si può aggiungere anche un po’ di cannella o un cucchiaino di estratto o pasta di vaniglia… io lo ho fatto).

    Aggiungere a questo punto il burro ed i tuorli, lavorando il composto con le punte delle dita, facendolo assorbire bene dalla farina. Impastare senza compattarlo ma piuttosto strofinarlo tra le mani per ottenere delle grosse briciole.

    Imburrare bene la teglia (o una teglia da 28 cm o due da 20, oppure anche mini teglie da crostatine, insomma fate come vi pare): disporre il composto senza pressarlo, spargendolo sulla base in maniera omogenea fino a che non si vede più la base ma senza fare doppi strati sovrapposti (la torta è un disco croccante, ricordatevelo), aggiungere qua e là qualche mandorla non sbucciata e infornare per circa 30/35 minuti.

    Chiaramente, come vi dico ogni volta fino alla nausea, ognuno conosce il suo forno, ci potrebbe volere meno tempo (tipo nel caso del forno di mia sorella) o fino a 45 minuti.

    Deve essere dorata in superficie e sui bordi.

    Raffreddandosi fuori dal forno, la torta si solidificherà proprio come avviene coi biscotti di frolla.

    Lasciar freddare completamente prima di servire. E se vi piace, spolverate con POCHISSIMO zucchero a velo.

Note

La preparazione è tratta completamente dal sito di Lidia Mattiazzi, Latte e Grappa, visualizzabile cliccando qui.

Mi raccomando, il burro va tirato fuori 1 ora prima di iniziare la preparazione (se la fate tipo ora che si crepa dal caldo, vanno bene anche 30 minuti). Deve essere morbido, non a pomata non freddo, da poter essere aggiunto prelevandolo a pizzicotti dal panetto.

 

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