Tzatziki

19 ottobre 2018Valentina
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Prep time: 15 minutes

Serves: 2

E’ un amore recente, quello tra me e lo Tzatziki. Così come recente è il mio amore per l’aneto, erba aromatica fondamentale per la preparazione di questo intingolo di cui, oggi, non riesco a fare a meno.

Quando vivevo in Germania, condividevo il mini appartamento con Foteini, una ragazza greca, più larga che alta, che ogni volta che andavamo al Globus, il supermercato più grande di Bad Godesberg, acquistava enormi cetrioli e chili di yogurt che occupavano puntualmente quasi totalmente il frigorifero che avevamo in dotazione. E ogni volta, con una puzza d’aglio che era così pungente da poterla tagliare come una cortina di nebbia, mi offriva fette di cetriolo che proprio non mi andavano giù. Mi avrà offerto di assaggiare il suo tzatziki per 2 mesi consecutivi, e ho sempre rifiutato.

Se ci ripenso oggi, mi mangio le mani. Sarebbe stata l’occasione per assaggiarne uno preparato dalle mani di una ragazza greca, che di sicuro ne conosceva il sapore autentico.

Io preparo lo tzatziki secondo la ricetta presa dal libro di Vefa, ma lo “aggarbo” a seconda di quanto mi piaccia più o meno agliato, più o meno saporito, più o meno profumato di aneto. E spesso mi chiedo, non essendo mai andata in Grecia, che sapore abbia, quale sia l’equilibrio giusto, di uno tzatziki greco o preparato da una persona greca che quell’equilibrio giusto lo conosce “di costituzione”.

Ignoro, ad esempio, se la buccia al cetriolo vada tolta o meno, ignoro se la menta sia una aggiunta eretica o se ci vada davvero, insieme all’aneto. E se il limone, anche se poche gocce, lo “distrugga” (io ce le metto, ma la ricetta di sotto riportata è quella originale e non ha né menta né limone). Fatto sta che lo tzatziki che preparo è talmente buono che lo accompagno con qualsiasi cosa possa essere intinta in questo concentrato di profumo e sapore.

La “morte sua” sono i souvlaki, quegli spiedini di pollo che per il blog avevo pubblicato già qualche mese fa, e che in occasione dell’ennesima volta che preparavo lo tzatziki per fotografarlo per il blog, ho rifatto. Ma accompagno con lo tzatziki anche gli spiedini di salmone, lo stesso salmone anche solo scottato sulla piastra, spiedini di carne mista, polpette… e qualche sera fa lo ho mangiato insieme alle cotolette di soia di Valsoia, di cui vado ghiotta.

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Tzatziki

  • Prep time: 15 minutes
  • Serves: 2

Il mio intingolo preferito, seppure sia un amore recente.

Ingredienti

  • 750 ml di Yogurt Greco al naturale
  • 1 Cetriolo grattugiato, di quelli lunghi e sottili
  • 3 spicchi di Aglio
  • Sale fino
  • 3-4 cucchiai di Olio extravergine di Oliva
  • 3 cucchiai colmi di Aneto fresco, tritato finemente

Preparazione

  • 1)

    Mettere lo yogurt in un colino rivestito di garza alimentare e lasciarlo in frigorifero per circa 6 ore.

    Trascorso il tempo di sgocciolamento dello yogurt, trasferirlo in una ciotola e unirvi il cetriolo grattugiato, l’aglio sminuzzato (o grattugiato alla Microplane), il sale e l’olio.

    Cospargere di aneto e servire accompagnato da crackers, o verdure fritte, verdure crude per pinzimonio, souvlaki o polpette.

Nota

La ricetta e il procedimento sono completamente tratti dal libro di Vefa.

Noterete che, nella ricetta dei souvlaki, gli ingredienti dello tzatziki siano diversi (trovate menta e limone, in aggiunta). Ebbene, quella è la mia versione “aggrabata”, diversa da questa che è invece la originale.

La ricetta originale comprende circa 6 ore di tempi morti (il riposo in frigorifero dello yogurt a sgocciolare).

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